Perché sono state chieste le LEGGI 482 e 38 in assenza della minoranza slovena?
Si dice oramai apertamente che le LEGGI
482 e 38 nelle valli friulane siano state chieste non per tutelare la
minoranza slovena che risulta notoriamente inesistente,
bensì per beneficiare dei, si diceva cospicui, contributi
previsti dalle leggi stesse ed in particolare di quelli precisati
dall'Art. 21 della L 38/01 che autonomamente classifica i 26 comuni di
tre Comunità montane (Canal del Ferro Valcanale, Valli del
Torre, Valli del Natisone) con minoranza slovena storicamente presente
ed ai quali comuni attribuisce un contributo annuo di un miliardo di
vecchie lire per lo sviluppo del territorio. La legge 482/99 non
prevede contributi a tale titolo.
E' stata quindi la speranza di ottenere contributi a invogliare il
terzo dei consiglieri comunali a chiedere le leggi 482 e 38 con
motivazioni non corrette. I contributi finanziari sono sempre stati per
le piccole comunità una grande attrazione di sopravvivenza e
le Valli del Natisone non fanno eccezione.
A sostenere che nelle valli friulane vi è la minoranza slovena sono rimasti i tre periodici sedicenti sloveni editi a Cividale del Friuli e cioè IL NOVI MATAJUR, IL DOM e LO SLOVIT, a volte sostenuti da LA VITA CATTOLICA. Essi motivano il loro sostegno facendo riferimento a due particolari: 1) la presenza a San Pietro al Natisone dell'Istituto per l'istruzione slovena (Zavod za slovensko izobrazevanje) che gestisce le Scuole materna ed elementare con insegnamento bilingue sloveno-italiano. 2) il fatto che nelle valli friulane si parli un dialetto abitualmente chiamato sloveno e definito tale dall'ASSOCIAZIONE ITALIANA SLAVISTI. Trattasi di giustificazioni che però non hanno nulla a che fare con il senso di appartenenza che le comunità locali hanno sempre esternato dimostrando esplicitamente di non sentirsi slovena. Apare completamente arbitrario attribuire alle persone che parlano il dialetto locale l'identità conseguente, cioè slovena. E' per principio riconosciuto che ogni persona ha il diritto di scegliere liberamente se e a quale minoranza appartenere.
E' storicamente documentata
nonché riconosciuta da leggi regionali (L.R. 46/91 e 68/81)
la comunità linguistica di origine slava presente nelle
valli del Friuli Orientale. Essa risale al VII. secolo quando si
staccò dal mondo slavo per trasferirsi nelle citate valli
con le proprie originarie peculiarità che oggi vengono
chiamate "natisoniano" nelle Valli del Natisone, "po nasim" nella Val
del Torre e "resiano" nella Val di Resia, pur partecipando sempre e
lealmente alle vicende storiche prima del Patriarcato, poi della
repubblica Veneta, del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana.
Non hanno comunque alkcuna giustificazione reale e storica le richieste
di applicazione delle LEGGI 482 e 38 riguardanti la tutela della
minoranza linguistica slovena fatte dai consiglieri comunali delle
Valli del Natisone, del Torre e di Resia (in Val Canale vi sono
realtà diverse) addirittura senza il coinvolgimento della
popolazione interessata.
Appare chiaro che a minacciare la
distruzione della presente peculiare comunità linguistica
delle citate valli del Friuli Orientale, denominate "natisoniano", "po
nasim" e "resiano", è la non corretta applicazione delle
leggi di tutela della minoranza linguistica slovena: la 482 del 1999 e
la 38 del 2001.
In sostanza sta per essere illegittimamente distrutta la millennaria
storia linguistica e tradizionale della locale comunità di
antico insediamento che da oltre 1300 anni si è
pacificamente inserita nella vita nazionale italiana, pur conservando
alcune originarie caratteristiche culturali quali la lingua e alcune
tradizioni religiose risalenti alla cultura slava.
Di fronte a tale illegittimità appare logica l'insorgenza
della popolazione interessata che, non sentendosi slovena,
singolarmente e in gruppo chiede il perché di tale scorretto
comportamento e pretende adeguati interventi di tutela riferiti
all'evidente storica realtà.
Inviti
E' necessario che tutta la popolazione interessata venga informata dell'attuale stato dei fatti perché possa sentirsi consapevole della necessità di esternare pubblicamente il sentimento di appartenenza alla propria storica comunità linguistica.Serve anche una ulteriore informazione delle comunità slavofone sulle conseguenze che a loro deriverebbero qualora riconosciute minoranza slovena dalla legge 38/01, anche per il particolare della recente modifica dello Statuto regionale che definisce la minoranza slovena, minoranza "nazionale", cioè minoranza vivente in Italia ma che riconosce la Slovenia come la terra dei propri avi.
"Sarebbe opportuno che nelle Valli sorgesse un "Movimento" formato da persone attive e capaci con lo scopo di valorizzare il patrimonio storico, linguistico e culturale" (Giuseppe Iaculin, pag. 119 "Gli slavi del Natisone")
Sono proposte che andrebbero seguite, non solo per respingere l'assimilazione in corso e ribadire l'autentica identità natisoniana, ma essenzialmente per il rispetto dovuto alla storia, alla lingua e alla cultura vissute per oltre un millennio dai nostri genitori, dai nostri nonni e dai nostri antenati. Dovrebbero essere i giovani valligiani a costituire il suggerito "Movimento" anche per onorare la storia delle proprie valli.
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